LE OLIMPIADI ANTICHE – 3a Parte TRA STORIA E LEGGENDA

GIOVEDÌ 4 AGOSTO 1983
da “Il Veterano Sportivo” Luglio – Agosto 1983

LE OLIMPIADI ANTICHE – 3a Parte TRA STORIA E LEGGENDA

(segue dal numero precedente)

Si conoscono misure sui 46 metri e si sa che i giovellotti usati nelle competizioni sportive erano ben diversi da quelli «bellici» molto più lunghi (4 o5 metri) e grandi.
Di salti se ne conosce uno di un certo Chionis spartano, che avrebbe raggiunto in lunghezza m. 16,311. Poiché l’attuale record mondiale di Beamon è di m. 8,90 viene da pensare che a quei tempi si effettuasse una specie di salto triplo. I saltatori greci si servivano in questa prova degli «al­teri» sorta di manubri in pietra o metallo del peso da 2 a 4 Kg. atti a dare al saltatore una maggiore spinta.
Con l’avvento della dominazione macedone e poi romana e con il conseguente scadimento dei valori morali e civili dei Greci, i Giochi Olimpici si avviarono lentamente, ma inesorabilmente, verso un mesto declino.
Scomparsi quegli ideali etico-religiosi che ne avevano favorito lo sviluppo e spogliati ormai di quel carattere sacro e rituale che li aveva fin allora ispirati, essi si abbassarono al rango di Giochi da circo.
Il vincitore non era più il prediletto degli dèi ma un professionista che vedeva nella vittoria una possibile fonte di guadagno (si ebbero ingaggi per 5 talenti: circa tre milioni e mezzo di oggi).
I casi di corruzione si facevano sempre più frequenti e gli stadi ed i circhi erano divenuti focolai di rivolte politiche che davano luogo molto spesso a sanguinose e crudeli repressioni.
Fu proprio in seguito ad una rivolta scoppiata nel circo di Tessalonica la cui repressione costò ben 30.000 morti, che S. Ambrogio vescovo di Milano, inviò una lettera all’imperatore Teodosio in cui invocava la soppressione dei Giochi. Otto mesi dopo, nel Natale del 393 d.C., l’imperatore decretava ufficialmente la fine delle Olimpiadi Antiche, un avvenimento che per 1169 anni ed in ben 293 edizioni era stato una delle più alte espressioni della civiltà di un grande popolo.