Integrità nello Sport

DOMENICA 20 MAGGIO 2012
Da PANATHLON INTERNATIONAL SIRACUSA 18-19 Maggio 2012

Integrità nello Sport

di Antonio Marmo De Oliveta – Panathlon Club Taubaté

I – Introduzione

La necessità di buone condotte nello sport è motivo di una crescente pre­occupazione della comunità internazionale e in Brasile non è diverso. La mala condotta non è un fenomeno recente, visti i vari esempi che la storia ci da di frodi, doping ed altre condotte immorali.
Per affrontare questi problemi, si può pensare a due linee d’azione: 1) azioni preven­tive e pedagogiche; 2) azioni di disincentivazione alle scorrettezze, tra cui azioni di natura punitiva.
È importante, allora, definire le pratiche che non sono considerate accettabili. Per questo, si rende necessaria l’elaborazione di un codice di etica sportiva.

La nostra proposta.
L’integrità nello sport può essere ottenuta dalle azioni di cui sopra e dalla creazione di un codice deontologico di sport, a partire dal fair-play.

Spiegazioni e concetti guida
Integrità è la qualità di ciò che è intero e completo. Il termine integrità negli Sport implica termini quali dignità, decoro, onestà, onorabilità, seri­età, rispettabilità, decenza ecc.

Dell’etica e della morale
Sebbene diversi, i concetti di morale ed di etica sono spesso usati come sinonimi. La morale è l’insieme di regole di condotta accettate da un gruppo umano in una data epoca.
Etimologicamente proviene dal latino mos.moris il cui significato è “modo di comportarsi regolato per l’uso”, da cui deriva la parola “costume” o usanza. Nonostante che la parola etica significhi anche ‘costume’, è usata per denominare un’area della filosofia che cerca di riflettere sui concetti e principi che danno fondamento alla vita morale. Così si può dire che la moralità varierà a seconda del momento storico e il luogo in cui gli esseri umani vivono, riflettendo le forme di organizzazione sociale a cui sono soggetti. Benché la morale non si limiti solo ai valori ereditati dalla tradizione.

L’integrità negli sport.

È a partire dalla morale costituita che si fonda il concetto di integrità negli sport. Naturalmente questa morale (dinanzi alle trasformazioni attraver­so cui passa una comunità nel corso della sua esistenza) può essere messa in discussione e persine trasformata, caratterizzandosi come morale costituente fondata su un insieme di valori risultanti da esperien­ze vissute. Lo sforzo fin qui condotto per concettualizzare e distinguere termini come “etica” e “morale” è dovuto, principalmente, alla preoccu­pazione di fornire parametri per un’analisi dell’etica professionale e per precisare il concetto di integrità negli sport.
Usata indiscriminatamente e a seconda della situazione e del momento, invocata in base a necessita personali, l’etica negli ambienti sportivi è ancora una sicurezza e una garanzia di regolamentazione delle proce­dure che permettono, non la standardizzazione di interventi, ma i limiti di comportamento in modo che le regole non dipendano dalla persona che lo pratica. Così si pone la necessità di un codice etico.

Codice etico dello sportivo praticante.

Qui la parola “codice” sarà usata nel senso di “insieme di norme e pre­cetti”. Nel caso del Codice Etico dello Sportivo praticante, alla base del­l’insieme di regole che disciplinano le sue azioni sta la considerazione dell’individuo come un essere in mutazione di fronte al proprio movimen­to sportivo e alla società. Tale codice considera l’essere umano come un essere di relazione e soggetto a cambiamenti continui nella sua lotta per occupare lo spazio che ad esso compete nel mondo e come risultato di questa visione propone:

– il Codice etico non può essere il risultato di una mera teorizzazione circa il bene o il male, esso deve risultare da un’azione umana, da una dottri­na, da un senso pieno di vita e di cultura;
– il Codice etico non può essere una prigione, ma una rotta per raggiun­gere l’integrità negli sport;
– la costruzione coinvolta in questa visione è la trascendenza dell’individuo al gruppo, dal momento alla storia, dalle soluzioni transitorie a quelle più stabili.
– Il Codice etico deve essere fedele a questa visione, perché esso è la dimensione dell’etica dell’uomo (della persona di sport), nel rispetto della condizione della morale costituita.

L’azione del professionista dello sport

Oltre ad essere un codice di regole di condotta, il codice deve tener conto dello spirito politico coinvolto nelle prestazioni professionali e della responsabilità che ha rispetto allo sviluppo di principi fondamentali dell’’essere umano in ambito sportivo.
Vale a dire che, indipendentemente dalla specialità o dal luogo nei quali il professionista sportivo esercita, la sua pratica deve essere basata su valori che permettano al soggetto di svilupparsi sia nelle sue potenzialità individuali, nella misura della sua soggettività, come nel pieno esercizio dei vari ruoli sociali che può assumere nel corso della sua esistenza, caratterizzandolo come persona.

Il – L’Etica dello sport e il fair-plav

In Inghilterra il fair-play, dal 1880 fu incorporato allo sport per designare un tipo di condotta.
Si definisce da una serie di principi etici che guidano la pratica di attività sportive di atleti e degli altri coinvolti con lo spettacolo di sport e si basa sul’ethos cavalieresco dello sport vittoriano, visto in generale, come un’attitudine ad una pratica sportiva moralmente buona. Più tardi è stato considerato un elemento essenziale per il raggiungimento del potenziale educativo dei Giochi Olimpici, incorporato da Pierre de Coubertin, il cre­atore del Movimento Olimpico contemporaneo, con la nozione di com­portamento cavalleresco nello sport.

Lo spirito sportivo (Olimpismo)

Il fair-play presuppone una formazione etica e morale di colui che prati­ca lo sport e si relaziona agli altri atleti in competizione, e sottintende che questo atleta non farà uso di altri mezzi, che non siano le proprie abilità, per superare gli avversari

L’evoluzione del fair-play

Cosi come il concetto di dilettantismo è stato abolito o dimenticato dall’Olimpismo, assistiamo ad un cambiamento in relazione anche al fair-play. Questa trasformazione si verifica perché lo sport viene soffrendo una relativizzazione dei valori tradizionali legati alla pratica sportiva, tra i quali il fair-play, all’interno di un nuovo ordine culturale. Forse l’insieme di valori e del fair-play ha bisogno di essere ripensato alla luce di uno sce­nario culturale abbastanza diverso dall’ambiente aristocratico del secolo passato quando nacque l’Olimpismo, incorporando nuovi valori sociali contemporanei e allo stesso tempo mantenendo gli elementi essenziali, in un’articolazione fra tradizione e cambiamento. Questo cambiamento coincide con la fine del dilettantismo e l’affermarsi del professionismo nello sport, che ha dato una nuova morale all’Olimpismo. Tenendo conto di questo cambiamento il fair-play può essere il filo conduttore della trasmissione di valori. Questo significa che il fair-play può essere accetta­to come base per la formazione di un codice etico.
Hanno collaborato alla stesura dell’articolo i panathleti Prof. Wiliam Saad Abdulnur, Rinaldo Gobbo, Prof. Renato de Souza e Silva, Claudio de Morais, Prof. Alfredo de Andrade (Professor Urna), Loris Turrini e Col. Lamarque Monteiro.

Bibliografia:

Piqué por dentro – Esportes Olimpicos , Autore: Turco, Bene, Editrice: Casa da
Palavra 2004
Memoria Social dos Esportes, V.2°, Autore: Santos, Ricarso Pioto Dos, Editrice:
Mauad, 2006
Politica de Esportes no Brasil, A, Autore: Manhaes, Eduardo Dias, Editrice: Graal
Editerà, 2002
Fair Play Organizzatore: Dorling, Daniel lingua inglese, 2011 Editrice: Chicago
University Press