Al mio amico Enzo

GIOVEDÌ 20 DICEMBRE 2007

da “Il Veterano Sportivo” NOVEMBRE DICEMBRE 2007

Al mio amico Enzo

di Martino Di Simo

Caro Enzo,

ENZO PERRONE

l’ultima volte che ci siamo sentiti, ti avevo informato che sarei ritornato in Toscana per la cerimonia annuale della premiazione dell’Atleta dell’Anno di Lucca. Purtroppo la punta della falce, improvvisamente, ha voluto tagliare il filo della vita e ci hai lasciato. Molti anni sono passati da quando, in una mia primordiale annotazione scrivevo: “Chi sei o chi sei stato, si può percepire solo nel momento in cui viene gettata la prima palata di terra sulla bara”.
È facile in questi momenti cadere nella retorica e nel banale, ma le parole giuste sono difficili da trovare in queste occasioni ora, risultano ancora più ardue. Quando mi hanno comunicato che non eri più con noi, sono rimasto senza parole  mi sono chiesto se ero connesso con la vita o mi stava accadendo qualche cosa  Mi sembrava impossibile  non volevo crederci, i miei pensieri sono rimasti fissi, non riuscivano a trovare una via d’uscita, l’emozione ed i dolore mi hanno bloccato la lingua. Ho cercato di immaginare ciò che mi stavano descrivendo  ho cercato di immedesimarmi nell’atmosfera di dolore che in quel momento è calata nella sala, dove è avvenuta la premiazione dell’Atleta dell’Anno ad Arezzo. Il prodigarsi dei medici è stato tempestivo nonostante tutto il miracolo non è avvenuto. Io credo che, se ad ognuno di noi il destino ci avesse chiesto un giorno della nostra esistenza affinché tu rimanessi con noi. neppure uno si sarebbe rifiutato. Nessuno potrà mai dimenticare la tua signorilità, la tua schiettezza; per te l’adoperarsi per gli altri non era un peso ma una gioia. In ogni cosa che facevi trasparivi tutto il tuo impegno, e rivelava l’amore per lo sport come quello per le persone più care o vicine.
Molte volte mi sono chiesto quanta passione, quanto tempo ed energie stavi impiegando affinché la sezione di Cecina, raggiungesse certi traguardi. E li hai raggiunti. Infatti, in una piccola cittadina come la tua. con le tue capacità che hai sempre dimostrato di possedere, e soprattutto raccogliendo la stima che hai sempre avuto, sei riuscito a portare la tua sezione ad oltre trecento soci. Se pensi che alcune città o metropoli ne raccolgono solo poche decine, il confronto non regge!!! Enzo, tutto quello che hai costruito, ed è moltissimo, o hai fatto per la tua sezione, per i tuoi soci sportivi  per lo sport, per l’Unione Nazionale Veterani dello Sport e non per una tua vanità personale, per una gioia terrena come, purtroppo, accade molto spesso. In questi pochi anni in cui ci siamo conosciuti, ti ho sempre visto in prima linea in moltissime manifestazioni sportive organizzate in nome o per i veterani. La sezione di Cecina spaziava tra il mondo del tiro a volo, la pallavolo  la maratona, Intra Tevere et Arno, il calcio ed altre discipline. Il tuo impegno in questo ultimo sport lo avevi rivolto affinché al prossimo campionato nazionale di calcio fosse presente la squadra dei preti del Vaticano. Questo avrebbe dato maggior lustro e risalto alla nostra associazione.
Ci sono persone che non credono che esista il destino  pure io ho molti dubbi, in certi casi, alcuni episodi ci fanno riflettere, lo non so se nella vita ci sono segni o episodi premonitori ai quali sul momento non gli diamo alcuna importanza, successivamente, alla luce dei fatti e con il senno di poi, questi ti portano a riflettere ed a porci delle domande sul destino stesso. Ci hai lasciato in un momento di gioia, la festa stava giungendo al termine, mancava solo il rituale brindisi, come da anni facciamo noi toscani, gli scambi degli auguri per l’approssimarsi delle feste ed un arrivederci al giorno dopo nella città di Lucca. Pochi attimi prima avevi preso la parola e con la pacatezza, quasi in punta di piedi, come era tua abitudine, hai annunciato i programmi futuri che intendevi realizzare, hai ricordato le tue nipotine, sempre presenti durante le manifestazioni della sezione. Inconsapevole, forse, hai voluto lasciare il tuo testamento spirituale di sportivo, con il sorriso che era sempre presente sul tuo viso e da dietro gli occhiali il tuo sguardo ha spaziato verso gli amici veterani, come se fosse desiderio di vederli per un’altra volta… Ti sei seduto e… la falce ti ha colpito. E, vicino a te c’era una persona che, prima di dedicare la propria vita a Dio, era stato un grande calciatore di Serie A con il Verona, questa ha accompagnato la tua  anima verso la Gloria.
Il destino esiste? Dobbiamo crederci?
Il dubbio ci attanaglia sempre ci più. non esistono risposte a queste domande.
Io credo, anzi sono sicuro, durante le prossime conviviali delle nostre sezioni, quando andremo a sfogliare il libro delle foto che, amorevolmente e con tanta cura sta­vi approntando con tutti gli Atleti dell’Anno di tutte le sezioni della Toscana, il pensiero sarà rivolto a te, l’emozione e il dolore, si rinnoverà nella nostra persona, nel nostro intimo.
Caro Enzo, serbo di te, tre grandissimi ricordi, uno in particolare è fisicamente presente nel mio studio e se prima per me era qualcosa di importante ora è ancora più prezioso. Gli altri due sono momenti della vita in cui abbiamo gioito e sofferto insieme e che resteranno non solo nella mia mente… Questi episodi hanno cementato la nostra amicizia facendoci superare momenti difficili che altre persone avevano creato. Grazie ancora Enzo, per quello che ci trasmettevi: la tua serenità ed il tuo vedere il bicchiere sempre mezzo pieno  era un porto sicuro per tutti noi. Ho davanti a me la cartella che mi sono portate dalla Sicilia, contenente le cose da fare a tutti questi pensieri affollano la mia mente ed a stento trovo la forza di richiuderla. Guardo fuori, è quasi buio, una pioggerellina insistente cade sulla piana lucchese, si sta alzando una nebbia che presto sfumerà i contorni, in lontananza una piccola fila di cipressi… la tristezza avvolge le mie spalle, un nodo stringe la mia gola ed il mio pensiero è lì con te…
Grazie Enzo…